Salutiamo il 2021 con alcune foto emblematiche: c'è ancora tanto da fare per salvare i bambini

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12/01/2022

A due anni dall'inizio della pandemia di COVID-19 che ha sconvolto il mondo, la vita di centinaia di milioni di bambini è ancora in pericolo. Le aule sono vuote. Le famiglie stanno lottando contro la crisi economica. Le vaccinazioni salvavita sono state sospese. 

Ad aggravare la devastazione della pandemia ancora in corso, il 2021 ha visto una terribile combinazione di conflitti, povertà e crescente impatto del cambiamento climatico. Le peggiori crisi umanitarie al mondo per i bambini sono andate persino ad aggravarsi, in Afghanistan, Yemen, Siria e Repubblica Democratica del Congo.

Il numero di bambini che soffrono di malnutrizione è in aumento. E il cambiamento climatico sta peggiorando l'impatto, la frequenza e l'intensità delle emergenze, con effetti devastanti sulle famiglie.

Purtroppo, la risposta a queste crisi non è proporzionale alla loro portata e decine di milioni di bambini non possono vivere un'infanzia serena: anche nel 2021, sono stati proprio i bambini più in difficoltà, ad essere anche i più colpiti dalle crisi.

Un'impennata di casi di COVID-19 travolge l'Asia meridionale

Un'impennata mortale di casi di COVID-19 nell'Asia meridionale, che ospita quasi 2 miliardi di persone, ha messo a dura prova le strutture sanitarie e di terapia intensiva della regione e le famiglie vulnerabili hanno pagato un prezzo particolarmente alto.

Al centro della crisi c'era un disperato bisogno di ossigeno e l'UNICEF ha risposto in India installando impianti di ossigeno e fornendo migliaia di concentratori per supportare questa emergenza.

Alcuni operatori smistano le bombole di ossigeno in una struttura alla periferia di Amritsar, in India, prima che vengano inviate a curare i pazienti ricoverati con COVID-19.

L'emergenza umanitaria in Afghanistan

L'Afghanistan era già uno dei peggiori posti al mondo dove essere un bambino. Lo scorso agosto, con l'intensificarsi degli scontri, la situazione è diventata ancora più critica.

L'impatto combinato del conflitto e dello sfollamento di popolazioni all’interno del paese, delle conseguenze del COVID-19, di siccità e crisi alimentare ricade soprattutto sui più vulnerabili: bambine e bambini, donne, molte delle quali incinte, anziani. Molti bambini afghani soffrono a causa della manlnutrizione e di altre malattie prevenibili, ma porteranno per molti anni anche altre cicatrici, quelle psicologiche, causate dai traumi di questo conflitto. 

Afghanistan, Parwana, 4 anni soffre di malnutrizione acuta grave e viene nutrita da Malika, sua madre, con cibo terapeutico pronto all'uso nel campo per sfollati interni di Shahrak-Sabz, Herat.

La crisi di Haiti, aggravata da un nuovo terremoto

Il terribile terremoto, che lo scorso agosto ha colpito Haiti, ha devastato case, scuole ed ospedali. Anche prima di questo disatro però, il paese era in serie difficoltà a causa dell'instabilità politica, la violenza provocata dalle bande rivali, i disordini civili e la crescente insicurezza alimentare.

Il terremoto ha lasciato decine di migliaia di bambini e le loro famiglie con un urgente bisogno di assistenza sanitaria, acqua pulita e un riparo.

Un bambino si trova di fronte alla sua scuola distrutta durante il terremoto del 2021 ad Haiti.

Darien: una trappola per i bambini migranti e le loro famiglie

Lo scorso ottobre è stato raggiunto il numero massimo storico di bambini migranti che attraversano il Darien Gap, la giungla che separa Colombia e Panama.

In questa fitta foresta tropicale, le famiglie di migranti con bambini sono particolarmente esposte alla violenza, inclusi gli abusi sessuali, al traffico e alle estorsioni da parte di bande criminali. I bambini sono anche a rischio di contrarre diarrea, malattie respiratorie, disidratazione e altre malattie che richiedono un'attenzione immediata.

Una donna porta in braccio un bambino nel centro di accoglienza per migranti a Bajo Chiquito, Panama.

La crisi educativa causata dalla pandemia

Lo scorso settembre l'UNICEF aveva annunciato che gli studenti di tutto il mondo avevano perso oltre 1,8 trilioni di ore di apprendimento (in presenza) dall'inizio della pandemia di COVID-19 e dai successivi lockdown.

Molti studenti sono rimasti tagliati fuori dal sistema educativo ma anche da altri servizi essenziali offerti dalla scuola: un pasto completo al giorno, ad esempio. 

Un bambino scrive alla lavagna in una scuola supportata dall'UNICEF ad Adikeyeh, nella regione centrale del Tigrai, in Etiopia. Molti bambini a causa del Covid-19 e del conflitto in corso nella regione non sono potuti tornare a scuola da oltre un anno.

Crisi climatica = crisi dei diritti dei bambini

Gli eventi meteorologici estremi come i cicloni, le inondazioni, le ondate di calore stanno aumentando di frequenza e ferocia, minacciando la vita dei bambini e distruggendo infrastrutture fondamentali per il loro benessere.

Le inondazioni compromettono le strutture idriche e igienico-sanitarie, causando malattie come il colera, a cui i bambini sono particolarmente vulnerabili. L'UNICEF ha partecipato alla conferenza delle Nazioni Unite sul clima, COP26, a novembre per garantire che la crisi climatica sia riconosciuta come una crisi per i bambini e i loro diritti. 

Isole Figi: Ame, Paula, Ratu Luke e Semi Nataba sono nella biblioteca della scuola, distrutta dal ciclone tropicale Yasa lo scorso gennaio.

12/01/2022

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