[/programmi/programma/documenti/dettaglio.htm]

Protezione dell'infanzia

Child Guarantee: parte dall'Italia la lotta alla povertà minorile in Europa

©UNICEF/UN069357/A.Romenzi
©UNICEF/UN069357/A.Romenzi
Secondo le più recenti statistiche UE, circa un quarto dei bambini e degli adolescenti europei sono a rischio di povertà o di esclusione sociale.

Nonostante un crescente impegno, negli ultimi anni, per contrastare il ciclo intergenerazionale della povertà a partire dai bambini, la crisi economica e sociale dovuta alla pandemia di COVID-19 è destinata a incrementare i tassi di povertà, troppo elevati rispetto ai target della Strategia Europa 2020, che prevedeva entro quest'anno l'uscita dalla sfera della povertà di 20 milioni di cittadini europei rispetto ai livelli del 2015.

Proprio a cinque anni fa risale la Risoluzione del 24 novembre 2015 con cui il Parlamento Europeo, sull'onda anche di una intensa mobilitazione delle organizzazioni dedite alla protezione dell'infanzia,  auspicava lo sviluppo di un programma che garantisse a ogni minorenne a rischio di povertà o di esclusione sociale (da cui la definizione di "Child Guarantee") l'accesso a un'assistenza sanitaria e all'istruzione gratuite e di qualità, a un alloggio dignitoso e a un'alimentazione adeguata, in linea con i principi e le norme della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza
 
Nel 2017 la Commissione Europea ha dato inizio alla seconda fase del programma, con uno studio di fattibilità volto a esaminare proposte e raccomandazioni per combattere la povertà e l'esclusione sociale tra i minori più svantaggiati (inclusi quelli migranti e rifugiati) in cinque ambiti: istruzione, salute, alimentazione, alloggio e assistenza all'infanzia. 

Nel luglio 2020 si è avviata la terza fase di Child Guarantee, con l'affidamento all'UNICEF (Ufficio Regionale per l’Europa e l’Asia Centrale - ECARO) del compito di implementare in Italia, Croazia, Bulgaria e Grecia dei progetti-pilota per il contrasto alle diseguaglianze e alla povertà minorile.

La fase pilota servirà per testare il programma in vista della apposita Raccomandazione che nel 2021 estenderà questo modello di intervento a tutti gli Stati membri dell'Unione.

Child Guarantee in Italia

Povertà ed esclusione non sono una rarità nel nostro paese: su circa 10 milioni di bambini e adolescenti sotto i 18 anni, oltre 1,1 milioni (pari a circa l'11,4% del totale) vivono in condizioni di povertà assoluta, con allarmanti disparità a livello regionale.

Inoltre, il 25,7% dei giovani tra i 18 e i 24 anni è fuori da qualsiasi percorso di studio, lavoro o formazione professionale (una condizione nota come "NEET", acronimo che sta per Not in Education, Employment or Training).

I bambini e gli adolescenti italiani sono esposti a un rischio di rimanere vittime di povertà ed esclusione sociale pari al 30,6%, ben oltre la media UE del 23,4%

La fase pilota del programma "Child Guarantee" in Italia durerà 24 mesi a partire da agosto 2020, e avrà un respiro nazionale. 

La sperimentazione di modelli operativi innovativi (v. oltre) avverrà in Sicilia, Calabria, Lazio, Lombardia e Veneto, mentre altre regioni verranno coinvolte eventualmente in un secondo momento.


Martedì 3 novembre si è tenuto un primo incontro (in videoconferenza) tra l'UNICEF - rappresentato da Anna Riatti, coordinatrice del Programma per i minorenni migranti e rifugiati in Italia, e da Paolo Rozera, direttore generale dell'UNICEF Italia - la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali Nunzia Catalfo e la ministra per le Pari opportunità e Famiglia Elena Bonetti

L'incontro ha predisposto le basi per il meeting che il 12 novembre vedrà coinvolti ai massimi livelli la Commissione Europea, l'UNICEF e i Governi dell'Italia e degli altri paesi coinvolti nella fase pilota del programma. 

Il ruolo dell'UNICEF

1. Analisi a livello europeo

L'Ufficio UNICEF per Europa e Asia Centrale (ECARO) ha il compito di passare al setaccio le politiche di contrasto alla povertà minorile nei 27 Stati membri dell'UE, con lo scopo di analizzare se e quanto le 15 misure identificate dallo studio di fattibilità del 2017 siano integrate nelle politiche sociali dei singoli paesi.    

2. Sostegno all'azione a livello nazionale 

In Italia e negli altri 3 paesi coinvolti nella fase pilota, l’UNICEF offrirà supporto alle istituzioni nazionali per integrare nelle politiche sociali nazionali e regionali le misure economiche, sociali e di tutela necessarie per contrastare la povertà minorile e l’esclusione sociale.

Saranno oggetto di approfondita analisi i livelli di spesa pubblica, i meccanismi di coordinamento istituzionale, la disponibilità e l’utilizzo di dati disaggregati, i livelli di coinvolgimento della società civile nelle sue diverse articolazioni (associazionismo, ONG, organizzazioni religiose ecc.)..
 
I piani nazionali così elaborati aiuteranno i Governi a programmare politiche di contrasto alla povertà minorile e all'esclusione sociale sia mobilitando le risorse interne che accedendo ai finanziamenti dell'UE
 

3. Sperimentazione di modelli innovativi
 
Nei 4 paesi coinvolti nella fase pilota del programma, saranno testati, monitorati e valutati approcci innovativi per il contrasto della povertà e dell’esclusione sociale dei bambini e adolescenti socialmente svantaggiati.
 
Tutte le azioni terranno conto degli aspetti relativi al genere, all’età e alle provenienze culturali nonché alle diverse abilità dei bambini e adolescenti coinvolti.


 
 
Scarica

"Scheda informativa su "Child Guarantee" "

scarica pdf (6099 kb)