Rifugiati e Migranti in Europa
Oltre 2,9 milioni di persone hanno attraversato il Mediterraneo dal 2015 ad oggi, in fuga da guerre, violenze e povertà, nella speranza di una vita migliore in Europa. Da allora, nel Mare Nostrum più di 33.600 migranti hanno perso la vita, nel corso di traversate drammatiche lungo le rotte migratorie del Mediterraneo: 1.300 solo nel 2025, nella rotta del Mediterraneo centrale. Molti, troppi, erano bambini, morti soli, o con le proprie famiglie: 1 bambino al giorno per 10 anni sulla rotta verso l’Italia. Dall’inizio del 2026, gli arrivi in Europa sono stati già oltre 13.000, di cui 1 su 5 minori, secondo i dati disponibili al 10 marzo.
Nel corso del 2025, gli arrivi sono stati 155.100, tra cui più di 35.300 minori, giunti in Europa in condizioni spesso disastrose, in fuga da Medioriente e Nord Africa, Africa Sub-Sahariana, Asia Centrale e Meridionale. Nel 2024 erano stati 199.400, di cui oltre 45.600 minori: numeri elevati, ma che segnalano un calo rispetto al 2023, quando gli arrivi sono risultati oltre 275.200, tra cui 63.000 bambini sotto i 18 anni. Dati che non tengono inoltre conto dei rifugiati ucraini, in maggioranza donne e bambini.
Considerando con Italia e Grecia gli arrivi sulla rotta balcanica in Bosnia-Erzegovina, Bulgaria e Serbia - i paesi più colpiti dall’emergenza – nel corso del 2025 oltre 179.750 rifugiati e migranti sono arrivati nei 5 paesi, rispetto ai 170.000 nel corso del 2024, di cui almeno 26.100 minori, inclusi 22.400 non accompagnati. Nel corso del 2025, oltre 66.300 persone sono arrivate in Italia dal Mediterraneo, tra cui oltre 1.000 tra bambini e adolescenti sotto i 18 anni d’età, di cui 12.000 minorenni non accompagnati, fuggiti da guerre, persecuzioni o povertà.
2.900.400
Rifugiati e Migranti in Europa dal 2015
155.100
Rifugiati e Migranti dal Mediterraneo nel 2025
35.300
Minori arrivati via mare nel 2025
L’Italia è il primo paese d’arrivo di rifugiati e migranti in Europa: ai 66.300 arrivi del 2025 si aggiungono oltre 66.600 arrivi via mare nel 2024, tra cui 12.500 minori, inclusi più di 8.000 non accompagnati, e ben 157.600 arrivi nel 2023. Tra quest’ultimi, circa 26.800 minori, inclusi oltre 17.300 soli, spesso sbarcati a Lampedusa, il principale punto d’arrivo via mare. Numeri drammatici, cui si aggiungono oltre 173.900 rifugiati ucraini, di cui più di 49.400 sotto i 18 anni.
La pressione migratoria sulle rotte del Mediterraneo e dei Balcani
Nel corso del 2025, oltre 179.750 rifugiati e migranti sono arrivati in Italia, Grecia, Bulgaria, Serbia e Bosnia-Erzegovina, i paesi più colpiti dalla pressione migratoria, mettendo a dura prova i servizi esistenti. A fine 2025, almeno 16.900 minori non accompagnati risultavano presenti nei 5 paesi, di cui la maggioranza in Italia. Dati in lieve aumento rispetto al 2024, quando oltre 170.000 rifugiati e migranti sono arrivati sulle rotte del Mediterraneo e dei Balcani, di cui in media 1 su 3 minori, rendendo necessario un sostegno umanitario continuo.
I dati del 2025 segnalano una sostanziale stabilità degli arrivi sulla rotta balcanica rispetto l’anno precedente, con una composizione mista dei flussi migratori, alimentati principalmente da conflitti, instabilità politica e crisi economiche. Se l’Italia conta circa 1/3 degli arrivi registrati nel 2025 sulle rotte del Mediterraneo e dei Balcani, con un flusso stabile di arrivi rispetto al 2024, il numero di minori non accompagnati è aumentato di circa il 50%.
A fine 2023, un totale di 361.839 rifugiati e migranti risultavano arrivati nei 5 paesi lungo le rotte del Mediterraneo e dei Balcani nel corso di quell'anno, con un aumento del 173% in Grecia e del 50% in Italia rispetto al 2022. Numeri che hanno messo a dura prova le capacità nazionali di garantire servizi adeguati in materia di igiene, alloggio, salute, protezione ed istruzione nei 5 principali paesi d’arrivo, tra cui l’Italia.
Per la pressione migratoria lungo le rotte del Mediterraneo e dei Balcani, almeno 265.500 tra rifugiati e migranti restano nei 5 paesi più colpiti, inclusi più di 19.400 minori rifugiati e migranti , con i minori non accompagnati esposti ai rischi maggiori di violenza, sfruttamento e abusi. I continui flussi migratori, spinti da instabilità politica, conflitti e povertà hanno messo sotto forte pressione i servizi preposti lungo le rotte del Mediterraneo e dei Balcani, con molteplici criticità nei paesi d’arrivo.
Tra le maggiori difficoltà nei 5 paesi più esposti - Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Serbia, Grecia e Italia - l'inadeguatezza dei meccanismi di accoglienza, di identificazione e protezione, e la limitata disponibilità di forme alternative di assistenza e di tutela legale, che accrescono in particolare la vulnerabilità dei minori non accompagnati, molti dei quali sprovvisti di cure, assistenza ed accoglienza adeguata.
In tale contesto, donne e ragazze sono le più a rischio di violenze di genere, gli adolescenti non hanno opportunità di sviluppare le proprie capacità e competenze, con fenomeni di xenofobia e discriminazione che risultano in aumento. Nei siti di accoglienza, persistono rischi di violenza sui minori, mentre e le famiglie ricevono un'assistenza limitata e frammentaria durante l’attesa per le procedure di asilo.
L'emergenza in Italia
Dopo l'accordo UE-Turchia del marzo 2016 e la chiusura delle frontiere balcaniche, la rotta del Mediterraneo centrale - dalla Libia all'Italia - è a lungo risultata la principale via di fuga da guerre, persecuzioni e disperazione. Nonostante il Memorandum d'intesa tra Italia e Libia sul contrasto all'immigrazione illegale e al traffico di esseri umani, e le restrizioni durante il COVID-19, fino al 2023 il numero degli arrivi in Italia è aumentato costantemente: 157.651 nel 2023, contro i 105.131 del 2022 e i 67.477 del 2021, che già rappresentava un aumento del 95% rispetto ai 34.154 del 2020.
Nel 2025, le persone arrivate in Italia risultano oltre 66.300, tra cui più di 15.000 sotto i 18 anni, di cui 12.000 minorenni non accompagnati, che a volte restano per anni in centri di prima accoglienza. Alla data del 28 febbraio 2026, almeno 138.749 tra rifugiati e migranti risultavano presenti nel sistema di accoglienza italiano, più di 15.800 i minori stranieri non accompagnati censiti al 31 gennaio 2026. L'isola di Lampedusa rappresenta il principale punto di arrivo dalla rotta del Mediterraneo centrale, e resta tra le rotte più pericolose: 1.300 le persone che vi sono morte nel 2015, oltre 32.700 tra il 2014 e il 2024, di cui 1 su 5 bambini. Alla data del 10 marzo, gli arrivi nel 2026 sono già oltre 4.700, di cui 1 su 6 minori.
Nel corso del 2024, gli arrivi in Italia sono stati il 33% dei 199.400 registrati sulle rotte migratorie del Mediterraneo, nel 2023 erano stati circa il 57% degli oltre 275.200 arrivi in Europa. Nel 2024, gli arrivi in Italia dal Mediterraneo sono risultati 66.617, tra cui 12.590 minori, inclusi 8.043 non accompagnati. Con il numero di individui con vulnerabilità acute che aumenta nei mesi estivi - in particolare bambini, ragazze e donne - criticità permangono per le condizioni d’accoglienza, la lunga permanenza nei centri, l'identificazione ritardata o incompleta dei più vulnerabili e il loro rinvio ai servizi appropriati.
L'emergenza migranti e rifugiati attraverso il mediterraneo
L'azione dell’UNICEF
L’UNICEF attua un duplice approccio di risposta all’emergenza in Europa, combinando assistenza umanitaria e sviluppo delle capacità delle controparti istituzionali, per la riforma delle politiche nazionali e il supporto tecnico ad autorità e partner locali, e un accesso sostenibile a misure di assistenza adeguate per bambini, minori e donne vulnerabili. A tale fine, sosteniamo programmi di risposta integrata nei paesi colpiti dalla crisi, intervenendo operativamente in Serbia, Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Grecia e, dal 2016, in Italia. Tra le nostre priorità, l'assistenza ai minori stranieri non accompagnati (MSNA), separati dalle famiglie o dagli adulti con cui viaggiavano, che vivono situazioni di precarietà e disagio psicologico, e particolarmente a rischio.
Per il 2026, la risposta si inquadra nel contesto dell’Appello di Emergenza per Europa ed Asia Centrale, che stima necessari oltre 21,4 milioni di dollari per assistere bambini e famiglie vittime di crisi complesse nella regione, inclusi rifugiati e migranti lungo le rotte del Mediterraneo e dei Balcani. Almeno 265.500 le persone in bisogno d’assistenza nei 5 paesi più esposti alla crisi migratoria - Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Serbia, Grecia e Italia - di cui oltre 19.400 sono minori. In collaborazione con le autorità dei paesi d’arrivo e l'Unione Europea, l’UNICEF opererà per l'allineamento delle politiche nazionali agli standard internazionali, per salvaguardare il superiore interesse dei bambini, porre fine alla detenzione per ragioni migratorie, migliorare la protezione dei minori non accompagnati attraverso lo sviluppo delle capacità delle autorità nazionali.
Tra i risultati sostenuti nel corso del 2025, almeno 20.581 bambini e adulti hanno beneficiato di servizi di protezione dell’infanzia, tra cui supporto psicosociale e per la salute mentale, 4.077 MSNA sono stati identificati e sostenuti per il ricongiungimento familiare o con assistenza mirata e 3.967 minori con supporto individuale. Nel corso dell’anno, un totale di 6.484 donne, bambine e bambini sono stati assistiti contro le violenze di genere, 740 persone hanno ricevuto accesso a spazi sicuri e a centri di protezione e supporto, solo in Italia 9.235 sono state dotate di canali sicuri per segnalare abusi sessuali da chi addetto al loro sostegno.
Per l’educazione dei bambini rifugiati migranti, 31.536 hanno beneficiato di istruzione ordinaria o informale o di materiali d’apprendimento, almeno 1.47 adolescenti di iniziative per lo sviluppo delle competenze. Nel corso del 2025, inoltre, almeno 79.182 persone sono state assistite con informazioni sui servizi disponibili, 20.183 con iniziative di mobilitazione sociale, 19.600 con sistemi di riscontro sulle proprie esigenze, secondo i risultati riportati per l’Italia.
Tra gli interventi sostenuti, almeno 1.650 tra bambini e adolescenti sono stati assistiti in Serbia e Bosnia-Erzegovina con aiuti essenziali per l’igiene e il fabbisogno personale, ricevendo generi di primo soccorso, 500 bambini sono stati assistiti in Bosnia-Erzegovina con servizi medici e nutrizionali. Tra i risultati sostenuti nel corso del 2024, un totale di 38.528 bambini e adulti hanno beneficiato di supporto psicosociale e per la salute mentale, 2.097 di protezione in spazi sicuri, 13.611 MSNA sono stati identificati e sostenuti per il ricongiungimento familiare o con assistenza mirata
Nel corso dell’anno, 4.171 minori hanno beneficiato di supporto individuale, 11.703 donne, bambine e bambini sono stati assistiti contro le violenze di genere, 40.688 persone dotate di canali sicuri per segnalare abusi sessuali da chi addetto al loro sostegno. Per l’educazione dei bambini rifugiati migranti, 24.287 hanno beneficiato di istruzione ordinaria o informale, 22.905 di materiali d’apprendimento, almeno 6.525 adolescenti di iniziative per lo sviluppo delle competenze. Nel corso del 2024, inoltre, 739.044 persone sono state assistite con informazioni sui servizi disponibili, più di 120.500 con iniziative di mobilitazione sociale, 31.310 con sistemi di riscontro sulle proprie esigenze.
La risposta in Italia
Dal 2016 operiamo nel nostro paese sulla base di un accordo con le istituzioni italiane, attraverso un Piano di Risposta integrata fondato sulla strategia della One UNICEF Response, per un’attuazione congiunta dei programmi per i migranti in Italia: per le attività di advocacy con le istituzioni italiane, di sensibilizzazione sociale, la comunicazione con i Media e l’opinione pubblica, le attività di raccolta fondi rivolte alla società civile. L’UNICEF Internazionale, attraverso un ufficio basato a Roma, guida i programmi d’attuazione diretta degli interventi in Italia.
Grazie a questa sinergia, solo nel 2025 nel nostro paese abbiamo raggiunto oltre 15.000 rifugiati e migranti, sostenendo interventi di protezione e di contrasto alla violenza di genere, di supporto individuale per la presa in carico da parte dei servizi territoriali, di sviluppo delle competenze e delle abilità di vita, con un'assistenza mirata per i minori stranieri non accompagnati, e per l’inclusione sociale dei giovani rifugiati e migranti. Misure di risposta intraprese anche per i bambini rifugiati e le loro famiglie a causa dell’emergenza Ucraina.
Tra i risultati sostenuti, nel corso del 2025 almeno 13.581 tra minori e adulti che se ne occupano sono stati raggiunti con interventi di protezione, di supporto psicosociale e per la salute mentale, almeno 3.027 tra minori non accompagnati (MSNA) e donne vulnerabili sono stati assistiti con supporto individuale per la presa in carico da parte dei servizi territoriali. Nel periodo considerato, 240 persone hanno ricevuto protezione in spazi sicuri, 2.484 tra donne, bambine e bambini sono stati assistiti contro la violenza di genere, almeno 9.235 persone hanno ricevuto il nostro supporto per segnalare abusi e violenze da chi addetto alla loro assistenza.
Nel 2025, nformazioni per l’accesso ai servizi sul territorio sono state fornite a 79.182 tra rifugiati e migranti, operatori di prima linea e adulti con minori, almeno 20.183 persone sono state convolte in iniziative per il cambiamento sociale, 19.600 tra MSNA e giovani rifugiati sono stati assistiti con sistemi di riscontro sulle proprie esigenze. Nel corso dell’anno, almeno 931 bambini sono stati supportati per l’istruzione ordinaria e informale, incluso per l'apprendimento dell'italiano, formando 176 nuovi insegnanti e coinvolgendo 71 scuole nel programma, 1.454 minori sono stati raggiunti con attività per lo sviluppo delle competenze, la partecipazione e per l’inclusione sociale.
Nel 2025, inoltre, 1.009 tra operatori, educatori, docenti e personale dei Centri per l’Impiego sono stati formati per l’orientamento al lavoro di MSNA e giovani migranti e rifugiati. Grazie al progetto PROTECT, portato avanti in Italia nel 2023-2024 con il supporto della Commissione Europea, oltre 20 mila persone hanno ricevuto assistenza integrata. Considerando solo il 2024, nel nostro paese abbiamo raggiunto oltre 30.000 rifugiati e migranti, sostenendo interventi integrati di protezione, assistenza per l’inclusione sociale.
Tra i risultati sostenuti in Italia, nel corso del 2024 almeno 24.025 minori sono stati raggiunti con interventi di protezione e di supporto psicosociale e per la salute mentale, 637 MSNA sono stati identificati per l’assistenza e 952 inseriti in affido familiare e/o supportati da mentori, almeno 2.713 bambini vulnerabili sono stati assistiti con supporto individuale. Nel periodo considerato, 483 persone hanno ricevuto protezione in spazi sicuri, 8.983 tra donne, bambine e bambini sono stati assistiti contro la violenza di genere, almeno 19.719 persone hanno ricevuto il nostro supporto per segnalare abusi e violenze da chi addetto alla loro assistenza.
Nel 2024, informazioni per l’accesso ai servizi sul territorio sono state fornite a 701.183 tra rifugiati e migranti, operatori di prima linea e adulti con minori; almeno 120.543 persone sono state convolte in iniziative per il cambiamento sociale, 18.694 assistite con sistemi di riscontro sulle proprie esigenze. Nel corso dell’anno, almeno 2.237 bambini sono stati supportati per l’istruzione ordinaria e informale, incluso per l'apprendimento dell'italiano, 7.400 minori sono stati raggiunti con attività per lo sviluppo delle competenze, la partecipazione e per l’inclusione sociale.
Il contributo dell'UNICEF Italia
Grazie alla generosità dei donatori italiani, dal 2016 ad oggi abbiamo sostenuto la risposta d’emergenza in Europa con oltre 17.600.800 euro, di cui 1.500.000 stanziati dall'inizio del 2026, con un’attenzione centrale per gli interventi in Italia.
Pagina aggiornata al 12 marzo 2026
Emergenza Rifugiati e Migranti in Europa_Sviluppi e Risultati nel 2025_Marzo 2026pdf / 1.64 Mb
DownloadRAPPORTO ANNUALE 2025 - Ufficio Regionale UNICEF per l'Europa e l'Asia Centrale in Italia _ Marzo 2026pdf / 1.12 Mb
DownloadEUROPA e ASIA CENTRALE- Appello d'Emergenza UNICEF HAC 2026 - Dicembre 2025pdf / 637 kb
Download“La frontiera dei diritti” – Rapporto sui minori migranti e rifugiati in Italia_Dicembre 2023pdf / 10.65 Mb
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