Emergenze

Stato di Palestina

La drammatica ondata di violenza a Gaza, seguita il brutale attacco del 7 ottobre 2023 in Israele, aggrava un’emergenza mai risolta. Per il conflitto a Gaza e le crescenti violenze in Cisgiordania, nello Stato di Palestina 3,3 milioni di persone sono in urgente bisogno di assistenza umanitaria, tra cui quasi 1,7 milioni bambini. Nella Striscia di Gaza, l’intera popolazione è in disperato bisogno d’aiuto: circa la metà, 1,1 milioni, sono bambini.

L'UNICEF opera a Gaza e in Cisgiordania sin dai primi anni '80, con l’Ufficio Paese aperto nel 1994 dopo l'istituzione dell'Autorità Nazionale Palestinese. Attraverso programmi d’assistenza diretta e operatori sul campo, l’azione dell’UNICEF nello Stato di Palestina si dispiega nel quadro dell’Appello d’Emergenza per il 2026, attraverso settori di intervento per l’assistenza umanitaria sia a Gaza che in Cisgiordania. 

La catastrofe umanitaria nella Striscia di Gaza 

Dall'ottobre 2023, la situazione a Gaza è catastrofica. Decine di migliaia i civili uccisi o feriti a causa delle violenze, molti dei quali bambini, con abitazioni ed infrastrutture essenziali in rovina, le famiglie sfollate ripetutamente e rifugiate in scuole ed ospedali, anch’essi oggetto di attacchi indiscriminati. La popolazione rimane privata dalle forniture vitali di acqua, cibo, medicine e altri beni essenziali, compreso l'accesso sicuro agli ospedali, con la carestia che rimane una minaccia incombente.

Dopo la prima pausa nei combattimenti a Gaza del 24 novembre 2023, che ha permesso lo scambio di ostaggi tra le parti in conflitto, la ripresa delle ostilità del 1° dicembre ha ridato inizio ad uno spargimento quotidiano di sanque e ad uno sfollamento costante di civili, tra cui un numero senza precedenti di bambini. Le operazioni militari e la chiusura del valico di Rafah dal 7 maggio 2024, il rilevamento della polio a fine giugno e l’avvio il 6 ottobre dell'assedio nel nord di Gaza hanno reso l’emergenza ancor più drammatica. 

All'accordo per il cessate il fuoco del 20 gennaio 2025 è seguito dal 2 marzo il blocco degli aiuti e l’improvvisa ripresa degli attacchi, il 18 marzo, con la carestia a Gaza confermata per la prima volta il 22 agosto. L'UNICEF ha accolto con favore il cessate il fuoco del 10 ottobre, chiede che sia rispettato e rimane presente sul campo per fornire un supporto salvavita nell’emergenza in atto.

Come UNICEF chiediamo alle parti un cessate il fuoco durevole, un accesso umanitario sicuro e senza restrizioni, la protezione dei civili e delle infrastrutture come scuole e rifugi, e di porre fine alle sofferenze di bambini e famiglie intrappolati in un conflitto drammaticamente brutale.        

Stato di Palestina: decine di migliaia i civili uccisi o feriti, inclusi bambini

3,3milioni

persone colpite nello Stato di Palestina

1,7milioni

bambini in pericolo nello Stato di Palestina

1,1milioni

Bambini bisognosi d’aiuto a Gaza

Il documentario Gaza's Silent Threat

Consegnare vaccini in una zona di guerra attiva è una delle sfide più complesse e urgenti che gli operatori umanitari devono affrontare, che richiede competenze, coraggio e resilienza straordinari. Il dottor Younis, padre e nonno devoto, intraprende la missione della sua vita: vaccinare 600.000 bambini contro la poliomielite nel bel mezzo della guerra a Gaza.

Gaza e Cisgiordania: cresciuti tra violenze e povertà, ora in guerra

Già prima del precipitare del conflitto, nello Stato di Palestina i bambini vivevano tra violenze ripetute e povertà, tanto nella Striscia di Gaza che in Cisgiordania. A Gaza, oltre 15 anni di chiusura avevano già prodotto terribili condizioni di vita e restrizioni di movimento di beni e persone.

In Cisgiordania, operazioni su larga scala delle forze israeliane e restrizioni agli spostamenti erano già causa di vittime civili e profonde privazioni. Una situazione precipitata dopo il 7 ottobre 2023, sfociata nelle drammatiche violenze nell'intero Stato di Palestina.

All'uccisione e al rapimento di civili israeliani, di cui si piange la morte dei 2 bambini ancora in ostaggio, è seguita nella Strisica di Gaza l'uccisione di decine di migliaia di civili , tra cui migliaia di bambini palestinesi. A Gaza, i danni alle infrastrutture e le restrizioni all’accesso umanitario sono causa di gravi criticità per l’assistenza medica, la disponibilità di acqua e l’igiene.

L'insicurezza alimentare pone a Gaza decine di miglia di bambini a rischio di grave malnutrizione e carestia. Migliaia di bambini, profondamente traumatizzati, mostrano gravi ricadute di salute mentale, tutti i bambini in età scolare sono stati privati della scuola.

In Cisgiordania, il crescendo di violenze, gli attacchi dei coloni e le operazioni militari israeliane hanno paralizzato i servizi essenziali, che insieme alle restrizioni di movimento pongono serie ripercussioni per la protezione dei bambini, l’assistenza medica, l’accesso ad acqua e igiene e all’istruzione.

Nella Cisgiordania occupata, Gerusalemme Est inclusa, il 2023 era già risultato il più letale di sempre, con più del doppio dei bambini uccisi nel 2022, a causa delle violenze legate al conflitto o delle aggressioni dei coloni israeliani.

UNICEF: intervenire a Gaza e in Cisgiordania, ad ogni costo

Nello Stato di Palestina, con 3 milioni di persone in disperato bisogno d'acqua potabile e servizi igienici e 2,9 milioni da raggiungere con assistenza medica l’azione dell’UNICEF a Gaza e in Cisgiordania è indispensabile: 1,1 milioni di bambini e donne necessitano supporto nutrizionale, 3,1 milioni tra bambini ed adulti che li hanno in cura sono in bisogno di protezione, più di 903.400 bambini di assistenza per l'istruzione.

Benché richiamato a lasciare Gaza con gli altri operatori umanitari, il personale dell'UNICEF continua ad operare nella Striscia di Gaza procurando aiuti salvavita per bambini e famiglie bisognosi, inviando forniture di emergenza e assicurando supporto per acqua e igiene, salute e nutrizione, istruzione e protezione dell'infanzia, protezione sociale e sussidi d’emergenza in denaro.

In Cisgiordania, l’UNICEF opera  attraverso i propri settori di intervento affinché i servizi essenziali per lo sviluppo dell'infanzia siano assicurati a bambini e famiglie colpiti dalle crescenti violenze, a supporto e in coordinamento con l’Autorità Nazionale Palestinese.

L’UNICEF e le Nazioni Unite richiamano le parti affinché rispettino gli obblighi previsti dal diritto internazionale umanitario, per i diritti umani e dalle Convenzioni internazionali. Senza una cessazione delle ostilità reale e di lungo periodo, un maggiore accesso umanitario e interventi su larga scala per salvare vite umane, le condizioni dei bambini e delle loro famiglie potranno solo peggiore.

L'UNICEF in Israele

In Israele l’UNICEF non sostiene programmi d’assistenza diretta, ma come in atri paesi ad alto reddito interviene attraverso Comitati Nazionali: la voce dell’UNICEF per i diritti dell’infanzia nelle rispettive società civili. 

Come per il Comitato Italiano, in Israele l'UNICEF opera all'interno della società civile per raccogliere fondi a supporto dei programmi nel mondo, per promuovere i diritti e garantire visibilità ai bambini più vulnerabili.

Nell’attuale conflitto tra Israele e Hamas, l'UNICEF ha richiesto il rilascio immediato e incondizionato di tutti i bambini e i civili in ostaggio, e la protezione di tutti i bambini vittime delle violenze in atto.

L’azione dell’UNICEF a Gaza e in Cisgiordania

A causa dell’ondata di violenze a Gaza e in Cisgiordania, i bisogni umanitari della popolazione sono di portata drammatica: per il 2026, obiettivo dell’UNICEF è raggiungere con programmi d’emergenza 1,9 milioni di persone di cui 1,2 milioni sono bambini, per un'assistenza integrata nell’intero Stato di Palestina.

A Gaza e in Cisgiordania l’obiettivo dell’UNICEF è assistere 800.000 adulti e bambini con acqua potabile, 250.000 con servizi igienici e 860.000 con aiuti d’emergenza per l’acqua e l’igiene. Oltre 600.000 persone riceveranno assistenza medica e 51.000 bambini sotto l’anno d’età vaccinazioni di routine. Contro la malnutrizione, più di 405.600 bambini saranno raggiunti con monitoraggio nutrizionale, 32.800  bambini in pericolo di vita saranno assistiti con terapie di cura, 25.300 beneficeranno di prodotti nutrizionali e assistenza mirata.  

Per la protezione dell'infanzia, l’UNICEF mira a raggiungere nel 2026 oltre 384.700 tra bambini e adulti con sostegno psicosociale e per la salute mentale, 895.800 con messaggi di prevenzione, 591.800 bambini per i rischi di ordigni esplosivi. Più di 300.000 bambini saranno assistiti per l’istruzione ordinaria e informale, 300.000 con materiali individuali d’apprendimento, 150.000 con attività socio-ricreative, supportando 198.000 persone con sussidi in denaro e 950.000 con messaggi di prevenzione e informazioni cruciali per l’accesso ai servizi forniti. 

Prima del 7 ottobre, l’Appello d’Emergenza UNICEF per il 2023 stimava necessari 23,8 milioni di dollari per la risposta umanitaria nello Stato di Palestina. A causa della drammatica crisi in atto, i bisogni si sono enormemente moltiplicati, con l’Appello d’Emergenza per il 2026 che stima necessari oltre 673,8 milioni di dollari, fondamentali per gli obiettivi d'assistenza a bambini e famiglie in condizioni di disperato bisogno.

Interventi in corso e risultati UNICEF a Gaza e in Cisgiordania

Nell’emergenza in atto, l'UNICEF è l’agenzia guida delle organizzazioni partner nei settori Acqua e Igiene, Nutrizione e Protezione dell'Infanzia, dirige in modalità congiunta i partner di intervento nel settore Istruzione ed opera con l’OMS nel settore Sanità: programmi d'emergenza sostenuti tanto nella Striscia di Gaza che in Cisgiordania, inclusi sussidi d’emergenza in denaro per la Protezione Sociale.

Alla data del 31 gennaio 2025, un totale di 2.075 camion di aiuti UNICEF risultavano entrati nella Striscia di Gaza a partire dal 21 ottobre 2023. Tra il 19 gennaio e il 28 febbraio 2025, quasi 1.000 camion di aiuti UNICEF sono entrati a Gaza, un afflusso arrestato a marzo dal blocco degli aiuti e dalla ripresa delle ostilità

Alla data del 31 dicembre 2025, un totale di 3.828 camion con 87.885 pallet di aiuti umanitari risultavano trasportati dall’UNICEF all’interno di Gaza nel corso del 2025, il 61% dopo il cessate il fuoco del 10 ottobre, 851 camion con 18.875 pallet di aiuti nei primi 3 mesi del 2026.

Interventi e risultati per programmi d’emergenza UNICEF

Nonostante i progressi, gli aiuti consentiti rimangono limitati e insufficienti. A dispetto di restrizioni e insicurezza, l'UNICEF sta potenziando la risposta sul campo, portando avanti interventi salvavita. Tra i risultati conseguiti a Gaza e in Cisgiordania nei primi 3 mesi del 2026, alla data del 31 marzo:

  • Per Sanità e Nutrizione, 225.314 le persone sostenute a Gaza e in Cisgiordania con assistenza medica, 1.513 bambini a rischio di morte per grave malnutrizione con terapie nutrizionali
  • Per Acqua e Igiene999.698 le persone raggiunte con acqua sicura su base quotidiana, tra cui oltre 470.000 bambini
  • Per la Protezione dell’Infanzia51.902 tra bambini e adulti sono stati assistiti con misure di protezione e supporto psicosociale a Gaza e in Cisgiordania
  • Per l’Istruzione, 197.442 i bambini assisiti per l’accesso all’istruzione ordinaria o informale, incluso per la prima infanzia
  • Tra gli interventi di Protezione Sociale, 251.006 le persone raggiunte con sussidi d’emergenza in denaro per l’acquisto di beni essenziali 


Attraverso gli interventi sostenuti nel 2025, nel corso dell’anno 840.246 persone hanno ricevuto assistenza medica e 16.353 bambini gravemente malnutriti terapie nutrizionali, 1,7 milioni di persone sono state raggiunte con acqua sicura, inclusi 650.000 bambini. Almeno 423.537 tra bambini e adulti con minori hanno beneficiato di supporto per la protezione dell’infanzia, 309.379 bambini sono stati assisiti per l’istruzione, 691.500 persone hanno ricevuto sussidi in denaro per la protezione sociale.

Grazie alla generosità dei donatori italiani, come UNICEF Italia stiamo sostenendo la risposta dell’UNICEF alla crisi umanitaria nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania, con oltre 4.398.900 euro trasferiti dopo il 7 ottobre 2023, quali risorse a supporto dei programmi d’emergenza nello Stato di Palestina.

Pagina aggiornata al 27 maggio 2026 

Documenti disponibili

STATO di PALESTINA_27-5-2026 - Emergenza Gaza. La risposta dell'UNICEF dal 2025pdf / 4.19 Mb

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STATO di PALESTINA - Appello d’Emergenza UNICEF HAC 2026_Dicembre 2025pdf / 730 kb

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STATO di PALESTINA_4-2-2025 - Emergenza Gaza. La risposta dell'UNICEF nel 2024pdf / 1.54 Mb

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STATO di PALESTINA_21-10-2024 – Un anno di violenze a Gaza. La risposta dell'UNICEFpdf / 4.70 Mb

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