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Politiche per l'infanzia

Rapporto UNICEF 2012 "Figli delle città" - Scheda dati 5: Protezione dell'infanzia

Circa un terzo di tutti i bambini nelle aree urbane non viene registrato alla nascita, e la percentuale risulta più vicina al 50% in Africa Subsahariana e Asia meridionale. 

Nel mondo sono 215 milioni i ragazzi e le ragazze tra i 5 e i 17 anni coinvolti nel lavoro minorile: 115 milioni sono quelli che svolgono mansioni pericolose. In ambito urbano, la forma di lavoro minorile più frequente è quella dell'impiego domestico presso terzi, non di rado in condizioni di pesante sottomissione fisica, psicologica e sessuale. Inoltre, sono decine di milioni i bambini che vivono e lavorano sulla strada

Molti bambini emigrano insieme alle proprie famiglie In Cina, nel 2008, 27,3 milioni di bambini (circa il 10% dei bambini cinesi) sono migrati all’interno del paese con i propri genitori. L'urbanizzazione dei contadini è il motore del poderoso movimento interno nel grande paese asiatico.

C’è anche una percentuale significativa di bambini e giovani che si spostano all’interno dei propri paesi da soli. Un recente studio su 12 paesi ha riscontrato che un bambino migrante su cinque tra i 12 e i 14 anni e uno su due tra i 15 e i 17 anni si sono spostati senza un genitore.

Vi è anche un movimento di popolazione legato a determinati periodi dell'anno: si calcola che, nella sola India, almeno 4 milioni di bambini emigrino stagionalmente, da soli o con le famiglie.

Gli effetti della crisi economica globale continuano a farsi sentire. I poveri urbani sono ancora più vulnerabili a causa dell’aumento dei prezzi di cibo e carburante, poiché essi già spendono tra il 50 e l’80% delle loro entrate per il cibo. Non vi sono dati sufficienti per caratterizzare il fenomeno, ma indagini in singoli Stati evidenziano come il tasso di disoccupazione tra i giovani nelle città sia superiore a quello dei coetanei rimasti a vivere in ambito rurale.

Alla fine del 2010 c’erano 30 milioni di disoccupati in più rsipetto all’inizio del crisi nel 2007, soprattutto tra la popolazione tra i 15 e i 24 anni

Le città tendono ad essere il centro delle frequenti rivolte sociali, a causa dell'elevata presenza di giovani istruiti e vittime di frustrazione sociale ed economica: nella "primavera araba" del 2011 in Nord Africa e Medio Oriente, i giovani poveri delle città sono stati quasi ovunque protagonisti dei movimenti di protesta.  .