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Salute

Mortalità infantile: cause banali, effetti letali

 Ogni giorno nel mondo muoiono 15.000 bambini. Una cifra intollerabilmente alta, ma di gran lunga inferiore a quanto avveniva ancora pochi anni fa. Il numero di decessi annui tra i bambini tra 0 e 5 anni è oggi pari a 5,6 milioni, quasi la metà rispetto ai 9,9 milioni del 2000.

Mentre celebriamo i continui successi nella lotta alla mortalità infantile, dobbiamo riconoscere che non stiamo sconfiggendo al suo interno il fenomeno della mortalità neonatale: in quasi metà dei casi ormai (46%) i decessi entro i primi 5 anni si concentrano nei primi 28 giorni dopo il parto. 

Eppure abbiamo a disposizione, mai come oggi, gli strumenti sanitari, igienici e culturali che potrebbero prevenire quasi tutte queste tragedie: vaccini, allattamento al seno, farmaci anti-retrovirali, antibiotici, zanzariere, misure igieniche e altre semplici forme di profilassi, che però devono ancora essere estese agli strati più marginali delle popolazioni nei Paesi a basso reddito. 

Vaccinazioni

Dove regna la povertà, lo Stato non è in grado di assicurare neppure le vaccinazioni di base. Due milioni di bambini ogni anno muoiono a causa di malattie come il morbillo o la tubercolosi, per le quali esistono vaccini dal costo irrisorio.

Analfabetismo

 La carenza di servizi sanitari di base è rafforzata dalla mancanza di informazioni. Spesso le comunità e le famiglie ignorano l'importanza vitale delle vaccinazioni, non sanno riconoscere i sintomi delle malattie e neppure quando sia giunto il momento di cercare un medico per un bambino che sta male. Per combattere queste forme di ignoranza sanitaria, si rivela fondamentale l'istruzione delle donne e delle future madri.
 
 
Una ragazza che ha frequentato qualche anno di scuola è in grado di assistere e nutrire meglio il suo bambino, sa leggere le istruzioni di un operatore sanitario e dosare un farmaco come una donna analfabeta non può fare (basti pensare alle decine di migliaia di bambini che ogni anno muoiono perché le madri diluiscono troppo le medicine o il latte in polvere). 

HIV-AIDS

Fra le minacce alla salute dei bambini, occupa una posizione sempre rilevante l'HIV-AIDS.
 
Oltre ai 2,5 milioni di bambini e ragazzi sotto i 15 anni che convivono con il virus, in massima parte a causa del contagio da parte materna alla prima o durante la nascita, vanno considerati i moltissimi altri la cui vita è stata indirettamente segnata dall'AIDS.
 
Per coloro che accudiscono familiari malati, e soprattutto per i 16,6 milioni di orfani dell'AIDS, la capacità di tutelare il proprio stato di salute dipende esclusivamente dalla benevolenza di parenti, per lo più anziani e in difficoltà economiche, o dai rarissimi programmi assistenziali dello Stato. 

Acqua

La mancanza di accesso all'acqua potabile - una condizione in cui si trova a vivere il 13% della popolazione mondiale - è strettamente connessa a una serie di malattie infettive che fanno ogni anno tre milioni e mezzo di vittime, in gran parte bambini sotto i 5 anni.
 
L'Organizzazione Mondiale della Sanità stima che ogni anno circa  450 milioni di persone, soprattutto bambini in età scolare, siano infettati da parassiti intestinali veicolati dall'acqua impura.

I parassiti consumano i nutrienti assimilati dal bambino, aggravandone la malnutrizione e provocando ritardi fisici e psichici, fino a provocarne la morte, in assenza di terapie efficaci. 

Carenze di igiene

Altrettanto gravi, per la salute dei bambini, sono le conseguenze della carenza o inadeguatezza dei servizi igienici, delle fognature e delle infrastrutture per lo smaltimento dei rifiuti, che toccano oltre 2 miliardi e mezzo di abitanti del pianeta.
 
Ovunque manchino gabinetti e fognature adeguate, vi è un potenziale focolaio di colera e di dissenteria, entrambe malattie epidemiche ad alto tasso di letalità per i più piccoli.

Guerra e altre emergenze

Considerando le cause di mortalità infantile, non possono infine non essere menzionate le conseguenze dei conflitti armati sulla salute psico-fisica dell'infanzia.
 
In tempo di guerra, i bambini rimangono facilmente vittime di armi da fuoco e bombardamenti, ma a fare le stragi maggiori sono soprattutto le malattie infettive, spesso a carattere epidemico, come il morbillo o il colera, che si sviluppano per il degrado delle condizioni igieniche e per i disagi imposti dalla situazione bellica.

Gli spostamenti in massa, la convivenza forzata nei campi profughi, l'interruzione dei servizi sanitari di base e dei rifornimenti alimentari, tutti fattori che si riflettono in un rapido incremento della mortalità infantile, sono tratti comuni anche alle emergenze umanitarie provocate da fenomeni naturali.
 

Scarica il rapporto UNICEF "Levels and Trends in Child Mortality - 2017" (in inglese)

Scarica la scheda informativa sulla mortalità infantile (in italiano)